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Taranto

Il futuro del porto è cominciato oggi, la svolta parte dalle bonifiche

Intesa tra Commissario Uricchio e Autorità portuale per il risanamento del SIN e il rilancio dello scalo ionico

Il Porto di Taranto - foto Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto

Il Porto di Taranto - foto Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto

TARANTO – Il futuro del porto passa dal risanamento ambientale. Con la firma di un accordo istituzionale tra il Commissario straordinario per le bonifiche Vito Felice Uricchio e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio guidata da Giovanni Francesco Gugliotti, prende forma una strategia che punta a coniugare recupero ambientale e sviluppo economico nel cuore dell’area jonica.

L’intesa, formalizzata ai sensi della legge 241/1990, rappresenta un passaggio di rilievo nel percorso di gestione del Sito di Interesse Nazionale di Taranto, con particolare riferimento alle aree del Mar Grande e del sedime portuale. Al centro dell’accordo c’è la necessità di affrontare in maniera coordinata le operazioni di deperimetrazione, bonifica e messa in sicurezza, coinvolgendo una rete ampia di istituzioni tra cui Ministero dell’Ambiente, ISPRA, Regione Puglia, ARPA, Capitaneria di Porto e Comune.

Il progetto si inserisce in una fase cruciale per il territorio, segnata dalla volontà di superare criticità ambientali storiche e restituire piena operatività a una delle infrastrutture strategiche del Mezzogiorno.

Il Commissario Uricchio individua nella recente definizione del progetto di deperimetrazione un punto di svolta. “La condivisione del progetto sul Mar Grande, fondata su evidenze tecnico-scientifiche aggiornate, rappresenta l’architrave del rilancio dello scalo ionico”, afferma, sottolineando come le attività di bonifica siano strettamente connesse allo sviluppo portuale.

Secondo Uricchio, il risanamento ambientale è una condizione imprescindibile per consentire interventi strutturali sul porto. “Questo processo favorisce il dragaggio e l’approfondimento dei fondali, rendendo possibile l’arrivo di navi di grande dimensione”, spiega, indicando nella capacità di accogliere traffici internazionali una leva decisiva per il rilancio economico.

Un passaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe tradursi anche in maggiore attrattività per investimenti esteri. “Le bonifiche possono diventare un volano per nuovi capitali e per l’insediamento di operatori logistici di livello globale”, aggiunge, delineando una prospettiva di crescita che guarda al Mediterraneo.

Sulla stessa linea il presidente dell’Autorità portuale Gugliotti, che definisce l’accordo un momento chiave per il territorio. “È un passaggio fondamentale per il futuro del porto e della città”, dichiara, evidenziando come la progressiva uscita di alcune aree dal perimetro del SIN, accompagnata dal completamento delle bonifiche, apra scenari inediti.

Il tema centrale resta quello dell’equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale. “Solo attraverso un’azione coordinata tra le istituzioni è possibile unire risanamento, rigenerazione e crescita economica”, sottolinea Gugliotti, rivendicando il valore della collaborazione istituzionale.

Dal punto di vista operativo, l’accordo prevede una gestione integrata degli interventi, con una stretta connessione tra le attività di bonifica e la pianificazione portuale. La condivisione costante di dati, informazioni tecniche e documentazione rappresenta uno degli elementi cardine del sistema, pensato per ottimizzare risorse e tempi.

Un altro aspetto cruciale riguarda la convivenza tra i cantieri e le attività portuali. L’intesa punta infatti a evitare interferenze tra i lavori di risanamento e l’operatività dello scalo, salvaguardando la continuità economica del porto e dell’indotto.

La governance dell’accordo sarà affidata a un Tavolo tecnico di coordinamento, composto da almeno 5 esperti per ciascuna parte, affiancato da gruppi di lavoro incaricati della progettazione e dell’analisi degli interventi. Le singole attività saranno disciplinate attraverso convenzioni operative, con definizione puntuale di tempi e risorse.

Lo scenario che si delinea guarda a un modello di sviluppo fondato sulla Green e Blue Economy, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del porto di Taranto come hub logistico nel Mediterraneo e generare nuove opportunità occupazionali.

L’accordo resterà in vigore per l’intera durata del mandato del Commissario straordinario, configurandosi come uno strumento dinamico per accompagnare un territorio che punta a trasformare una lunga stagione di emergenza ambientale in una nuova fase di sviluppo sostenibile.

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