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Il fatto

Liste d’attesa, sprint in Puglia: oltre 100mila pazienti richiamati

Più di 47mila appuntamenti anticipati in poco più di 1 mese: esami e visite ridotti fino a 97 giorni

Ancora polemiche sulle liste d'attesa

Ancora al lavoro per abbattere le liste d'attesa

BARI - Procede con numeri rilevanti il piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa avviato dalla Regione Puglia a fine gennaio, con il coinvolgimento diretto delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale.

Nel periodo compreso tra il 2 febbraio e il 19 marzo, il sistema sanitario ha contattato 100.487 cittadini, avviando una massiccia operazione di recupero delle prestazioni già prenotate. Di queste, 47.349 sono state anticipate, mentre 34.081 risultano già eseguite, segnando un’accelerazione concreta nella riduzione dei tempi di attesa.

La quota più consistente riguarda il settore delle visite specialistiche e della diagnostica. In questo ambito sono state richiamate 89.830 persone, con 46.071 prestazioni anticipate e 32.506 già effettuate. Non manca tuttavia una percentuale significativa di rinunce, con 25.752 cittadini che hanno rifiutato l’anticipo proposto.

Sul fronte dei ricoveri, il sistema ha registrato 10.657 richiami, con 1.278 anticipazioni e 1.575 ricoveri già eseguiti, dato in crescita rispetto al monitoraggio precedente dell’11 marzo, quando il totale risultava inferiore di 244 unità.

Il monitoraggio condotto da Aress e dal Dipartimento regionale evidenzia inoltre un’evoluzione positiva del piano. Le strutture che hanno già completato la riorganizzazione delle agende relative al 2025 hanno iniziato a intervenire anche sulle prestazioni che superavano i tempi massimi previsti dalla normativa regionale nei primi mesi dell’anno. Non a caso, oltre 15mila delle prestazioni anticipate riguardano proprio il 2025.

Un altro elemento significativo riguarda la priorità clinica degli interventi. Circa il 65% delle prestazioni recuperate rientra nei codici più urgenti, identificati come U e B, ma parallelamente è stato avviato anche il recupero delle prestazioni classificate come differite e programmabili, ampliando così l’impatto dell’intervento.

Dal punto di vista delle specialità, il peso maggiore è stato sostenuto dalla diagnostica per immagini, che da sola rappresenta il 39% delle prestazioni già erogate, includendo esami come tac, risonanze magnetiche ed ecografie. A seguire si collocano la cardiologia, la medicina fisica e riabilitativa, la dermatologia, la neurologia e l’oculistica.

Entrando nel dettaglio delle singole prestazioni, tra le più frequenti figurano la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, l’ecografia dell’addome completo, la prima visita urologica, l’ecocolordoppler cardiaco e la prima visita dermatologica.

Il dato forse più significativo riguarda la riduzione dei tempi di attesa. In media, le prestazioni già effettuate sono state anticipate di 97 giorni, con punte ancora più elevate per alcune tipologie: l’ecografia addominale ha registrato un anticipo medio di 87 giorni, mentre per la prima visita urologica si è arrivati fino a 158 giorni di anticipo.

Numeri che confermano l’efficacia iniziale del piano regionale e che delineano un intervento strutturato, destinato a proseguire nei prossimi mesi per consolidare i risultati raggiunti e ampliare ulteriormente la capacità di risposta del sistema sanitario pugliese.

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