BARI – La vertenza sulla retribuzione durante il periodo di ferie dei poliziotti arriva fino al Parlamento. A portare il caso all’attenzione delle istituzioni è l’azione dello SNAP, che contesta una prassi ritenuta illegittima e chiede il pieno riconoscimento delle spettanze economiche anche durante il congedo ordinario.
La mobilitazione del sindacato ha preso forma con una formale messa in mora datata 29 dicembre 2025, seguita da un’istanza di adeguamento e diffida inviata ai vertici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza dall’avvocato Luigi Parenti, legale di riferimento dello SNAP. Nel mirino la modalità di calcolo della retribuzione durante le ferie, che secondo il sindacato escluderebbe indebitamente alcune indennità fondamentali legate al servizio, come quelle di turno, di attività esterna e di specialità.
L’iniziativa ha avuto un’immediata ricaduta sul piano politico. Nel corso della seduta del 20 gennaio 2026 è stata infatti presentata l’interrogazione parlamentare firmata dagli onorevoli Penza e Cherchi e rivolta direttamente al Ministro dell’Interno. Un atto che riprende integralmente le posizioni sostenute dallo SNAP e dal suo legale.
Tra le richieste avanzate al Governo figura il riesame dei criteri di calcolo della retribuzione, con l’inclusione di tutte le voci economiche connesse alle mansioni svolte. Viene inoltre sollecitata chiarezza sulle iniziative da adottare per sanare quella che viene definita una violazione contrattuale, insieme alla richiesta di procedere alla liquidazione degli arretrati maturati negli ultimi 5 anni.
A sostegno della vertenza, il sindacato richiama un quadro giuridico ritenuto ormai consolidato. In particolare, viene citato il diritto europeo, con l’articolo 7 della Direttiva 2003/88/CE che impone una retribuzione piena durante le ferie, al fine di non scoraggiare l’esercizio del diritto al riposo. Vengono inoltre richiamate le recenti pronunce della Corte di Cassazione del 2025, che hanno riconosciuto come le indennità di turno e di specialità costituiscano parte integrante della retribuzione e debbano essere corrisposte anche nei periodi di assenza per ferie. Ulteriore riferimento riguarda una decisione della Suprema Corte in materia contabile, secondo cui le esigenze di bilancio non possono comprimere i diritti dei lavoratori sanciti dall’articolo 36 della Costituzione.
Lo SNAP annuncia che, in assenza di risposte, è pronto a proseguire l’azione nelle sedi giudiziarie competenti insieme allo Studio legale Parenti, con possibili conseguenze anche sul piano economico per l’amministrazione.
“Non permetteremo che il riposo dei poliziotti venga pagato con una riduzione dello stipendio”, è la posizione espressa dal segretario generale Paolo Simone Cesario, che ribadisce l’impegno del sindacato a tutelare in ogni sede i diritti economici del personale della Polizia di Stato.