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Taranto

Appalti nei tribunali, denunciati tagli e caos organizzativo

La UILTuCS accusa la Corte d’Appello di aver interrotto il confronto con i rappresentanti dei lavoratori mentre il servizio di pulizie e portierato subisce riduzioni di ore e mancati inserimenti di personale

La sede della Corte d'Appello di Taranto

La sede della Corte d'Appello di Taranto

TARANTO - Si accende lo scontro sindacale sulla gestione degli appalti per pulizie e portierato negli uffici giudiziari del territorio, una vicenda che la UILTuCS Puglia e la struttura provinciale di Taranto definiscono un vero e proprio caso istituzionale. Al centro della contestazione c’è il comportamento della Corte d’Appello di Lecce, stazione appaltante del servizio, accusata dal sindacato di aver interrotto il confronto con le organizzazioni dei lavoratori.

Secondo quanto denunciato dalla UILTuCS, nonostante ripetute richieste formali di incontro, la committenza pubblica continuerebbe a interfacciarsi esclusivamente con le società appaltatrici coinvolte nel servizio, vale a dire Dussmann Service e Bruma Group, ritenendo invece irricevibile un dialogo diretto con i rappresentanti sindacali.

Per il sindacato questa scelta risulta incomprensibile, dal momento che le decisioni della stazione appaltante incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sui redditi dei dipendenti impiegati negli appalti.

Dietro la mancata apertura al confronto, secondo la UILTuCS, si nasconderebbe una situazione organizzativa complessa che starebbe creando difficoltà nella gestione quotidiana dei servizi.

A denunciarlo è Alfonso Galiano, componente della segreteria UILTuCS Taranto, che parla apertamente di una gestione che avrebbe generato un serio problema operativo. Per far fronte alle criticità emerse nel servizio di portierato, infatti, verrebbero adottate soluzioni temporanee e non strutturali.

Il sindacato riferisce che per sopperire alle carenze organizzative si ricorrerebbe anche a personale non impiegato abitualmente in quelle mansioni, una pratica che secondo la UILTuCS dimostrerebbe la presenza di un sistema poco efficiente.

Questa situazione, sempre secondo la denuncia sindacale, finirebbe per penalizzare sia il corretto funzionamento degli uffici giudiziari sia i lavoratori coinvolti, costretti a operare in un contesto caratterizzato da continue difficoltà organizzative.

Il punto più critico riguarda però le ricadute occupazionali ed economiche. La UILTuCS parla esplicitamente di una pesante riduzione delle ore di lavoro nel servizio di portierato, con conseguenze dirette sulle buste paga.

Nel dettaglio, il monte ore complessivo sarebbe stato ridotto da 875 a 600, un taglio che secondo il sindacato comporterebbe per i lavoratori interessati una diminuzione salariale stimata intorno al 35%.

Alla riduzione delle ore si aggiungerebbero anche alcune assunzioni annunciate ma mai concretizzate. In particolare la UILTuCS segnala che la società Dussmann non avrebbe proceduto all’inserimento di 4 lavoratori destinati al servizio di pulizia presso il Tribunale di via Marche a Taranto, mentre Bruma Group avrebbe sospeso l’ingresso di 2 addetti al portierato.

Secondo il sindacato queste decisioni sarebbero in contrasto con quanto previsto dai contratti collettivi nazionali di categoria, aggravando ulteriormente la situazione dei lavoratori coinvolti negli appalti.

Il clima tra le parti si è ormai fatto particolarmente teso. La UILTuCS ha già avviato le procedure per proclamare una nuova giornata di sciopero, iniziativa al momento sospesa per senso di responsabilità in vista delle prossime consultazioni referendarie.

Nel frattempo il sindacato chiede un intervento urgente della task force regionale per l’occupazione SEPAC, coordinata da Leo Caroli, dalla quale si attende ancora una convocazione ufficiale.

«Nei luoghi in cui deve essere garantita la legalità – afferma la UILTuCS – non ci aspettiamo comportamenti che vadano in direzione opposta».

Il sindacato richiama infine una frase di Giovanni Falcone, riportata negli uffici dell’organizzazione: «Che le cose siano così non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e iniziare a cambiare vi è un prezzo da pagare».

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