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L'intervento
13 Marzo 2026 - 10:53
Emiliano Messina
TARANTO – Il disavanzo della sanità pugliese relativo al 2025, pari a 369 milioni di euro, riaccende il dibattito sul futuro del sistema sanitario regionale. Sul tema interviene il segretario generale della Fials Taranto Emiliano Messina, che commenta i dati emersi durante il recente confronto tra i vertici del Ministero della Salute e del Dipartimento regionale della Salute.
Secondo Messina, i numeri delineano un quadro particolarmente critico, ma richiedono anche una riflessione approfondita sulla distribuzione delle responsabilità e sugli effetti che eventuali misure correttive potrebbero avere sui diversi territori della regione.
Il segretario della Fials sottolinea in particolare la situazione della provincia di Taranto, che negli ultimi anni, soprattutto durante i due mandati del presidente Michele Emiliano, avrebbe già sostenuto un peso significativo in termini di riorganizzazione del sistema sanitario.
Secondo Messina il prezzo più alto sarebbe stato pagato innanzitutto dai cittadini, che spesso incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. Le criticità emergerebbero soprattutto nei momenti più delicati, come la prenotazione di visite specialistiche o esami diagnostici e l’accesso ai Pronto soccorso, dove in molti casi i pazienti si trovano ad affrontare attese e disservizi.
Le difficoltà riguarderebbero anche il personale sanitario. Messina evidenzia come medici, infermieri e operatori sanitari siano spesso costretti a lavorare in condizioni molto complesse a causa della carenza di organico, con organici ritenuti insufficienti rispetto ai bisogni dell’utenza.
Secondo la Fials, negli anni la provincia jonica avrebbe inoltre rispettato parametri restrittivi imposti a livello nazionale, mentre in altri territori regionali la situazione sarebbe stata diversa.
Un ulteriore punto critico riguarda la gestione di Sanitaservice Taranto. Messina sostiene che in alcuni casi i livelli contrattuali attribuiti agli operatori non sarebbero allineati a quelli adottati nelle altre Sanitaservice pugliesi. A questo si aggiungerebbe, secondo il sindacato, la mancata definizione di un organigramma aziendale capace di garantire una struttura organizzativa più chiara ed efficiente.
Per il segretario della Fials, le strategie sanitarie regionali adottate finora avrebbero quindi penalizzato il territorio ionico, mentre il contributo della provincia di Taranto alla formazione del deficit sanitario regionale sarebbe stato limitato.
Alla luce di questa situazione, Messina chiede che eventuali interventi correttivi adottati dalla Regione non vengano applicati in maniera uniforme a tutte le province. Secondo il sindacato è necessario valutare il peso reale del debito sanitario prodotto nei diversi territori, evitando che Taranto subisca ulteriori penalizzazioni.
Nel suo intervento il segretario della Fials affronta anche il tema del nuovo ospedale previsto nel capoluogo ionico, sottolineando come al momento non siano ancora noti tempi certi per la sua attivazione.
Messina invita la Regione Puglia a chiarire quale sarà il ruolo della nuova struttura, esprimendo la preoccupazione che la sua realizzazione possa diventare un pretesto per la chiusura di altri presidi sanitari dell’area jonica.
Il territorio, ricorda il sindacalista, ha già affrontato negli anni la chiusura di 3 ospedali e la riorganizzazione di numerosi reparti e servizi, con conseguenze significative sull’accesso alle cure da parte dei cittadini.
Per questo la Fials ritiene che qualsiasi intervento futuro debba tenere conto delle specificità del territorio e delle difficoltà già affrontate negli anni dalla sanità ionica.
Messina conclude affermando che la comunità tarantina non è disposta a sostenere ulteriori sacrifici. Secondo il segretario della Fials, i cittadini di Taranto hanno già pagato un prezzo elevato nel processo di riorganizzazione sanitaria e non possono essere chiamati a farsi carico anche delle criticità maturate in altri territori della regione.
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