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Ostuni
10 Marzo 2026 - 15:02
La Polizia di Stato di Ostuni
BRINDISI - Una vasta operazione contro il traffico di droga ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari nella provincia di Brindisi. Dalle prime ore della mattinata di oggi la Polizia di Stato di Brindisi, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, ha eseguito un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce nei confronti di persone ritenute, allo stato delle indagini, appartenenti a due distinte associazioni criminali dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento riguarda 25 indagati, dei quali 24 sono stati condotti in carcere mentre 1 è stato posto agli arresti domiciliari. Gli investigatori contestano loro, a vario titolo, la partecipazione a due gruppi criminali impegnati nel traffico di cocaina, hashish e marijuana, con aggravanti legate all’uso di armi, al metodo mafioso e alla struttura associativa delle organizzazioni.
L’operazione è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni, con il supporto del Commissariato di Mesagne. Alle attività hanno preso parte anche il Gabinetto provinciale della Polizia Scientifica, equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine del Servizio Controllo del Territorio, unità cinofile, artificieri e tiratori scelti della Polizia di Frontiera di Brindisi, oltre a un velivolo del Reparto Volo di Bari. Nel complesso sono stati impiegati oltre 150 operatori della Polizia di Stato.
L’inchiesta prende avvio nel 2022, quando il Commissariato di Ostuni ha avviato le prime indagini sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi. Successivamente l’attività investigativa è stata assunta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, che ha proseguito gli accertamenti in collaborazione con la Procura di Brindisi delegando le investigazioni alla Squadra Mobile.
Gli accertamenti hanno fatto emergere la presenza nella città di Ostuni di due organizzazioni criminali attive nel traffico di droga, i cui promotori e capi risultavano in contatto tra loro e inseriti da tempo nel contesto della criminalità organizzata locale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, uno dei gruppi sarebbe stato guidato da due fratelli che avrebbero cercato di espandere il proprio giro d’affari nel mercato degli stupefacenti puntando al controllo delle principali piazze di spaccio della città. Per raggiungere questo obiettivo il gruppo avrebbe ingaggiato contrasti con altri soggetti attivi nello stesso settore illegale, cercando di imporre una gestione monopolistica del traffico di droga attraverso azioni intimidatorie e violente.
Gli inquirenti descrivono una struttura criminale ben organizzata e radicata sul territorio, composta da numerosi soggetti incaricati della vendita e della distribuzione della droga. L’organizzazione sarebbe stata coinvolta anche in altri reati funzionali al mantenimento del potere sul territorio, tra cui incendi di autovetture e spedizioni punitive.
Una seconda organizzazione, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata riconducibile a una coppia di coniugi già nota negli ambienti criminali della provincia di Brindisi e in contatto con soggetti inseriti in contesti di criminalità organizzata.
Le indagini hanno evidenziato come i due gruppi agissero con obiettivi comuni e strategie condivise, finalizzate al controllo del territorio e al consolidamento delle attività di spaccio.
Il lavoro investigativo si è basato principalmente su intercettazioni telefoniche e ambientali, integrate dall’utilizzo di sistemi di videosorveglianza e localizzatori GPS. A queste attività si sono affiancati i tradizionali servizi di osservazione, pedinamento e appostamento, che hanno fornito ulteriori riscontri alle indagini.
Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno inoltre effettuato sequestri di sostanze stupefacenti e arresti in flagranza di reato. Complessivamente sono stati arrestati 8 soggetti e sequestrate ingenti quantità di droga, tra cui 2,7 chilogrammi di cocaina, 2,1 chilogrammi di hashish e 350 grammi di marijuana.
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, gli indagati avrebbero perseguito gli obiettivi dell’organizzazione utilizzando metodi intimidatori e violenti, richiamando modalità tipiche dell’agire mafioso. Gli episodi contestati includerebbero azioni dimostrative e atti incendiari utilizzati per riaffermare il controllo delle piazze di spaccio.
L’attività investigativa ha inoltre consentito di attribuire ad alcuni degli indagati responsabilità in diversi incendi dolosi di autovetture e immobili, in alcuni casi tentati e in altri portati a termine.
Tra gli episodi ricostruiti figurano anche attacchi incendiari ai danni di due avvocati. In uno dei casi l’azione sarebbe stata finalizzata a costringere un legale a rinunciare all’incarico di difesa di un soggetto arrestato in flagranza per il possesso di 2 chilogrammi di cocaina, il quale aveva deciso di collaborare fornendo dichiarazioni utili alle indagini.
Le indagini hanno inoltre portato alla luce episodi di estorsione collegati al recupero di somme di denaro derivanti dalla vendita di droga da parte dei pusher legati alle organizzazioni criminali.
L’operazione rappresenta un duro colpo alle strutture criminali attive nel traffico di stupefacenti nella zona di Ostuni e nella provincia di Brindisi.
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