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Bari
20 Gennaio 2026 - 07:59
Un frantoio pugliese - archivio
BARI – Attese e prudente apertura da parte di Confagricoltura Bari-BAT sulla bozza del Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 presentata dal Ministero dell’Agricoltura, che mette a disposizione quasi 500 milioni di euro nell’arco di 5 anni per sostenere il comparto olivicolo italiano. Un settore che, in Puglia, continua a fare i conti con gravi difficoltà produttive e fitosanitarie.
Secondo Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT, il Piano può rappresentare un cambio di passo, a patto che alle intenzioni seguano azioni concrete. “Ci auguriamo che questo Piano segni una svolta reale per un comparto che da anni vive incertezze profonde”, ha dichiarato, evidenziando come le misure previste possano offrire un primo sollievo agli imprenditori agricoli colpiti dalla diffusione della Xylella.
Del Core ha espresso apprezzamento per l’impianto complessivo della proposta, in particolare per gli strumenti pensati per sostenere le aziende penalizzate dal batterio. “È positivo prevedere misure straordinarie con risorse adeguate e una capacità di intervento rapida”, ha sottolineato, ricordando come proprio la lentezza burocratica abbia finora rallentato interventi e soluzioni in Puglia, soprattutto nel Salento e nelle aree delle province di Bari e BAT, storicamente vocate a una produzione olivicola e olearia di eccellenza.
Tra gli elementi ritenuti più significativi figura la proposta di istituire una zona a specialità Xylella, una Zas con regole dedicate. Secondo Confagricoltura Bari-BAT, “semplificazioni amministrative, fiscalità agevolata e un accesso più semplice al credito sono indispensabili” per consentire alle imprese di ripartire, investire e rigenerare i territori colpiti, recuperando competitività rispetto agli altri Paesi produttori.
Il Piano punta ad aumentare la produzione nazionale di olio del 25 per cento, attraverso la ristrutturazione o l’ampliamento di 70.000 ettari di oliveti e il recupero di circa 500.000 ettari oggi abbandonati, utilizzando risorse provenienti dal provvedimento Coltivaitalia e da fondi europei. Obiettivi definiti ambiziosi, che per Del Core “non possono prescindere dal coinvolgimento del sistema olivicolo delle province di Bari e Bat, che con oltre 132.000 ettari rappresentano l’areale più olivetato d’Italia”.
Accanto ai volumi produttivi, Confagricoltura valuta positivamente anche l’attenzione riservata alla qualità, alle Dop e Igp, alla tracciabilità e al posizionamento dell’olio extravergine italiano sui mercati internazionali. Resta però una condizione fondamentale: “È essenziale che il Piano si traduca in tempi rapidi in atti concreti e in risorse immediatamente spendibili”, ha avvertito Del Core.
L’associazione annuncia infine un confronto con il territorio e con le altre organizzazioni di categoria per migliorare ulteriormente la proposta. Nei prossimi giorni saranno presentate osservazioni puntuali, con l’obiettivo di arrivare alla Conferenza Stato-Regioni con un testo in grado di incidere realmente sulla ripresa del settore. “L’olio non è soltanto un prodotto agricolo, ma un patrimonio storico, economico, ambientale e culturale”, ha concluso Del Core. “Questo Piano può diventare l’occasione giusta per difenderlo e rilanciarlo, se sostenuto da scelte chiare e rapide”.
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