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Taranto
16 Gennaio 2026 - 15:59
Giuseppe Manfuso
TARANTO - Si conclude oggi una vicenda che per oltre 15 mesi ha inciso pesantemente sulla vita personale e professionale di Domenico Maiuri, ex dipendente di Poste Italiane, che ha finalmente ottenuto il riconoscimento del diritto alla pensione e la corresponsione degli arretrati maturati. Un esito reso possibile dall’azione sindacale portata avanti con continuità da UILPoste e dalla UIL.
Dopo anni di lavoro, Maiuri aveva raggiunto i requisiti pensionistici ma si era trovato bloccato da anomalie contributive, ritrovandosi per oltre un anno senza reddito e in una condizione di forte disagio economico e psicologico. La soluzione è arrivata solo al termine di una lunga interlocuzione sindacale che ha portato allo sblocco della pratica.
A commentare l’esito positivo è il segretario regionale UILPoste Giuseppe Manfuco, che definisce la vicenda “una storia a lieto fine”, sottolineando però come oltre un anno di attesa per un diritto fondamentale rappresenti una situazione che non dovrebbe verificarsi. Secondo il sindacato, quello di Maiuri non è un caso isolato e riguarda numerosi ex lavoratori di Poste Italiane, in particolare quelli assunti a tempo determinato e successivamente stabilizzati per via giudiziaria. Da qui la richiesta di un tavolo tecnico urgente tra INPS e Poste Italiane per affrontare in modo strutturale le criticità contributive ancora aperte.
Visibilmente sollevato, Domenico Maiuri ha ringraziato le organizzazioni sindacali per non averlo lasciato solo durante i mesi più difficili, definendo l’esperienza vissuta inaspettata per un’azienda a partecipazione pubblica. L’auspicio espresso è che la sua storia possa servire da monito affinché situazioni simili non si ripetano.
Sul significato più ampio della vertenza interviene anche il coordinatore territoriale Gennaro Oliva, che evidenzia come il caso dimostri il ruolo decisivo del sindacato nella tutela dei diritti. Senza l’intervento della UIL e della UILPoste, sottolinea, l’ingiustizia sarebbe rimasta irrisolta. Oliva ricorda inoltre che sono circa 30.000 i lavoratori che hanno vissuto o stanno vivendo problemi analoghi legati ai contributi previdenziali.
UILPoste e UIL ribadiscono infine l’impegno a proseguire l’azione di tutela nei confronti di lavoratori e pensionati, affinché i diritti acquisiti vengano riconosciuti in tempi certi e senza ulteriori ostacoli.
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