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Bari
13 Gennaio 2026 - 10:53
Prof. Gianni Alessio, trapianto endotellio sintetico
BARI - Un nuovo traguardo per la sanità pugliese è stato raggiunto al Policlinico di Bari, dove sono stati effettuati i primi trapianti di cornea con utilizzo di endotelio sintetico. Si tratta di una procedura innovativa, realizzata per la prima volta in Puglia e attiva solo in pochi centri a livello nazionale, destinata al trattamento di specifiche patologie corneali che determinano una progressiva perdita di trasparenza della cornea e, nei casi più avanzati, una grave riduzione della capacità visiva.
Le patologie interessate colpiscono lo strato più interno della cornea, l’endotelio, la cui funzione è fondamentale per mantenere l’occhio in equilibrio, regolando i liquidi presenti al suo interno e garantendo la trasparenza della superficie corneale. Quando questo meccanismo si altera, i liquidi si accumulano, la cornea perde limpidezza e la vista peggiora progressivamente, fino alla comparsa di dolore, fastidio e marcata sensibilità alla luce.
Come spiega Gianni Alessio, direttore dell’unità operativa di Oftalmologia che ha eseguito gli interventi, il trattamento di riferimento è tradizionalmente il trapianto dello strato endoteliale mediante tessuto umano proveniente dalle banche degli occhi. Tuttavia, la disponibilità di cornee da donazione è limitata e comporta tempi di attesa che possono arrivare fino a 6 mesi, rendendo spesso difficile rispondere in modo tempestivo alle esigenze cliniche di tutti i pazienti.
Per superare questo limite, la nuova procedura prevede l’impiego di un endotelio artificiale realizzato in materiale sintetico, indicato in particolare nei casi in cui le probabilità di successo di un trapianto tradizionale risultano ridotte. Il principale vantaggio di questa soluzione è legato alla potenziale disponibilità illimitata del materiale, che consente di ampliare l’accesso alle cure e di ridurre l’impatto della carenza di donatori.
I primi 4 pazienti sottoposti all’intervento hanno già fornito riscontri positivi. Secondo quanto riferito dall’équipe medica, si è registrata una significativa riduzione dell’edema corneale, un miglioramento della trasparenza e un recupero visivo clinicamente soddisfacente, confermando l’efficacia della tecnica nelle fasi iniziali di applicazione.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la flessibilità del trattamento. L’utilizzo dell’endotelio sintetico non esclude interventi successivi: qualora in futuro si renda disponibile un tessuto umano idoneo, il materiale artificiale potrà essere sostituito con un endotelio biologico, mantenendo aperte tutte le opzioni terapeutiche per il paziente.
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