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Sava
09 Gennaio 2026 - 15:20
Dario Iaia
TARANTO - Una sentenza di condanna di primo grado segna una tappa importante di lunga e complessa vicenda giudiziaria legata alla gestione dei tributi comunali a Sava. Il Tribunale di Bari, presieduto dal giudice Marco Guida, ha condannato Giuseppe Donato Colapinto e Grazia Fiore alla pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di peculato, disponendo anche il risarcimento dei danni in favore del Comune di Sava, costituitosi parte civile e rappresentato dall’avvocato Massimo Chiusolo.
Il giudice ha inoltre stabilito il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 945.000 euro, somma riconosciuta come anticipazione sul risarcimento complessivo dovuto all’ente comunale.
La vicenda trae origine dalla denuncia presentata anni fa dall’allora sindaco di Sava, Dario Iaia, oggi deputato di Fratelli d'Italia, insieme al responsabile dell’Area Economico-Finanziaria del Comune, Vincenzo Colucci. L’esposto venne depositato presso la Guardia di Finanza di Manduria e riguardava la gestione della società concessionaria Cerin.
Secondo quanto emerso nel procedimento, i due amministratori avrebbero trattenuto somme relative a tributi regolarmente versati dai cittadini ma non riversati al Comune, al netto dell’aggio previsto dal contratto di concessione. A questo si sarebbe aggiunta, secondo l’accusa, una condotta ostruzionistica in merito all’accesso ai conti correnti. Le indagini hanno portato a contestare un’appropriazione di denaro pubblico per un importo vicino a 1 milione di euro, nella disponibilità degli imputati proprio in virtù dell’affidamento del servizio.
Nel commentare la sentenza, l’onorevole Iaia parla di un punto fermo atteso da tempo. “Siamo finalmente arrivati a una conclusione con questa sentenza di condanna di primo grado – afferma – con la quale il Tribunale di Bari ha riconosciuto la responsabilità penale degli amministratori della società concessionaria dell’epoca”. Iaia rivolge poi un ringraziamento agli inquirenti: “Tutto questo è stato possibile grazie all’attività e alle indagini della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Bari, che ringrazio per l’impegno profuso”.
Il deputato ricorda anche il lavoro svolto all’interno dell’amministrazione comunale. “Sono stati fondamentali il supporto tecnico del dottor Colucci e la competenza del nostro difensore”, sottolinea, aggiungendo però un passaggio dal forte valore politico. “All’epoca non tutti erano d’accordo. Non posso dimenticare le critiche e lo scetticismo che vennero rivolti a me e al dottor Colucci quando presentammo l’esposto”, ricorda Iaia, facendo riferimento alle posizioni espresse dalle opposizioni consiliari di allora. “Ci furono addirittura proposte di commissioni d’indagine sull’operato dell’amministrazione. Oggi, però, il tempo ha dimostrato che avevamo ragione e che l’azione intrapresa era corretta”.
Soddisfazione viene espressa anche dall’attuale sindaco di Sava, Gaetano Pichierri, che seguì il dossier negli anni successivi alla denuncia in qualità di consigliere delegato al bilancio. “La lotta alla corruzione e all’illegalità deve essere una priorità assoluta – afferma – e la denuncia presentata all’epoca dal sindaco Iaia era un atto doveroso a tutela dell’ente”.
Pichierri pone l’accento soprattutto sugli effetti concreti della decisione del Tribunale. “È di grande importanza la condanna al pagamento della provvisionale immediatamente esecutiva di 945.000 euro”, sottolinea, annunciando che il Comune si attiverà per il recupero delle somme “laddove ve ne siano le condizioni”. Il sindaco aggiunge infine una valutazione di carattere amministrativo, definendo “un grave errore” la scelta, operata in passato, di prevedere il versamento diretto dei tributi sul conto della società privata e non su quello dell’ente.
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