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Taranto

Vietri attacca sui tavoli tematici: partecipazione ridotta a cooptazione

Il capogruppo di Fratelli d’Italia critica la scelta del sindaco Bitetti e parla di un modello accentrato che indebolisce il ruolo del Consiglio comunale e della società civile

Giampaolo Vietri, capogruppo FdI in Consiglio comunale

Giampaolo Vietri

TARANTO - La scelta del sindaco Piero Bitetti di istituire tavoli tematici attraverso nomine dirette finisce al centro delle critiche di Giampaolo Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Taranto. In un comunicato stampa, l’esponente di opposizione sostiene che questa impostazione rischia di svuotare di significato la reale partecipazione della società civile.

Secondo Vietri, la modalità adottata dall’amministrazione indebolisce il principio della consultazione autonoma, trasformando figure che storicamente rappresentano categorie organizzate, associazioni e mondi sociali indipendenti in componenti di organismi di fatto riconducibili al sindaco e alla sua giunta. Personalità che, pur apprezzate per la disponibilità a contribuire alla vita pubblica, finirebbero così, a suo giudizio, per perdere il ruolo terzo di rappresentanza rispetto all’esecutivo.

Nel comunicato viene evidenziato come questa dinamica possa limitare la capacità critica e autonoma dei soggetti coinvolti e delle organizzazioni di appartenenza, esponendoli anche a possibili difficoltà nei confronti dei propri iscritti e dei contesti di riferimento. Un passaggio definito sottile ma rilevante, nel quale quella che prima era mediazione tra istituzioni e società civile rischia di trasformarsi in integrazione diretta nell’azione politica dell’amministrazione.

Vietri sottolinea che, in questo modo, la partecipazione si ridurrebbe a un meccanismo di cooptazione più che di autentico confronto, ricordando come l’ordinamento comunale preveda già strumenti specifici quali le consulte tematiche. Organismi nei quali, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, sono garantite autonomia, pari dignità delle voci e spazio anche per posizioni critiche.

Le consulte comunali, prosegue Vietri, sono di competenza del Consiglio comunale e non del sindaco e potrebbero includere anche le figure individuate dall’amministrazione. Attraverso questi strumenti, sarebbe l’intera assise, maggioranza e minoranza, a raccogliere contributi utili a orientare l’azione del sindaco.

Aggirare questo percorso, conclude il comunicato, significherebbe indebolire il ruolo del Consiglio comunale e delle rappresentanze di categoria, rafforzando un modello decisionale accentrato nel quale il sindaco si pone in posizione dominante. Un’impostazione che, secondo Vietri, rischia di confondere il contributo esterno con forme di fidelizzazione politica. Per questo, la città avrebbe bisogno di processi di partecipazione inclusivi e rispettosi dei ruoli, non di tavoli costruiti esclusivamente dall’alto.

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