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L'approfondimento
21 Giugno 2024 - 07:16
Lo spettacolo del solstizio d’estate nella cattedrale di San Sabino, a Bari (foto da notizie.comuni-italiani.it)
Benvenuti nei giorni d’estate! Il solstizio è il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima.
Questo vuol dire che i solstizi d’estate e di inverno sono, rispettivamente, il giorno più lungo e più corto dell’anno, dovuti all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre. Il termine deriva dal latino solstitium, ovvero il ‘Sole si ferma‘, perché il Sole cessa di alzarsi (o di scendere) rispetto all’equatore celeste e sembra appunto fermarsi in questi giorni. Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno, segnando l’inizio dell’estate boreale e dell’inverno australe, e il valore massimo di declinazione negativa in dicembre, inizio dell’inverno boreale e dell’estate australe. L’archeoastronomia è una scienza nata nel XVI secolo e sviluppatasi negli anni sessanta del ‘900, che accosta la simulazione astronomica dei cieli antichi con i dati dei rilievi archeologici. Si potrebbe, quindi, dire che essa studia le concomitanze di alcuni eventi astronomici, riportati in antichi documenti, con l’allineamento di alcuni siti archeologici.
Accostandosi per la prima volta alla archeoastronomia, è opportuno chiarire meglio i motivi che spingevano gli antichi ad orientare verso gli astri i propri edifici, chiedendosi se si trattasse di un puro interesse astronomico oppure di un rituale religioso. All’inizio i due concetti furono probabilmente legati, poiché essendo gli astri considerati degli dèi, conoscere i loro movimenti significava tentare di prevederne i comportamenti e propiziarsi i loro favori. Con il passare dei secoli, l’orientamento ad sidera finì per avere esclusivamente motivazioni evocative e sacre, cercando anche di stupire i fedeli che consideravano la manifestazione del Sole come un segno divino, per questo chiamata ierofania, un dialogo diretto tra la divinità e gli esseri umani, usata spesso anche con una funzione di computo calendariale per la vita quotidiana.
Vi sono alcuni luoghi in Puglia dove il solstizio dell’estate viene annunciato in modo straordinario. Uno di questi è la cattedrale di San Sabino a Bari, dove al mezzodì del 21 giugno, la luce filtrata dal rosone proietta la forma stessa del rosone sul pavimento del presbiterio, davanti all’altare, creando un abbraccio di luce tra la terra e il cielo. Nella Puglia settentrionale, è sita la suggestiva chiesa romanica di San Leonardo di Siponto, sulla via che collega Foggia a Manfredonia, a circa 4 km da quest’ultima città, nella campagna dove sorgeva l’antica Sipontum. Qui, il mezzogiorno del solstizio d’estate assume i connotati di un prodigio di incommensurabile bellezza. Basta attendere che il Sole sorga sul meridiano locale, raggiungendo la massima altezza angolare rispetto all’orizzonte, per ammirare l’ingresso di un raggio di luce da un foro gnomonico, praticato sulla parete Sud della Chiesa, che va ad imprimersi come un suggello sacro sul pavimento a metà distanza tra i due pilastri prospicienti il portale, in un preciso punto dove è effigiata una piccola croce.
L’evento crea suggestioni di arcano ed infinito stupore: sembra di assistere al battesimo di luce in quella chiesa romanica, un tempo meta di pellegrini e crociati in viaggio verso Monte Sant’Angelo e la Terra Santa. Davvero grande perizia mostrata dallo sconosciuto architetto che riuscì a localizzare la direzione Sud per intercettare il Sole alla massima altezza dalla Terra, ancora più eccezionale se si pensa al lavoro compiuto con molta cura dopo aver creato il foro per diaframmarlo dall’interno, realizzandovi uno stupendo rosoncino costituito da undici raggi. Attualmente, poiché in questo periodo è in vigore l’ora legale, l’evento si sposta di un’ora, alle 13:00 circa. Imperdibile anche lo spettacolo luminoso creato nella Chiesa di Santa Maria della Luce a Castellaneta. Ancora una volta i raggi solari penetrano attraverso il rosone centrale e vanno ad illuminare l’abside della struttura. Nel Salento, precisamente ad Otranto, nella celebre Cattedrale, il sole bacia il tronco dell’albero della vita protagonista di uno dei mosaici pavimentali più belli d’Italia. I raggi solari, filtrando dalle finestre orientate a Sud dell’edificio sacro, proiettano l’immagine del Sole proprio sull’Albero della Vita. A Conversano, nel Barese, da oltre mille anni lo spettacolo del solstizio si ripete nella Basilica Cattedrale.
Anche qui, a conferma della profonda conoscenza della scienza astronomica di chi ha diretto i lavori di costruzione del tempio, tra l’XI e il XII secolo, i raggi solari illuminano l’edificio penetrando dal rosone fino all’abside. I costruttori dell’epoca, infatti, contrariamente alla tradizione urbanistica del tempo, decisero di non porre l’ingresso del tempio, dominato dal rosone, sulla piazza principale, bensì sull’attuale largo rivolto a Ovest. Grazie a questa scelta, da mille anni il «sol stetit» si ripete. In generale e nel nostro territorio, gli insediamenti rupestri rappresentano una straordinaria testimonianza della vita civile, religiosa e artistica. La geomorfologia, caratterizzata dalla presenza di lame e gravine, ha favorito l’utilizzazione antropica di tagli e solchi erosivi, lasciando le sue tracce più evidenti nelle case-grotte e nelle chiese all’interno delle rocce. Sin dalla fine dell’XI secolo, a Mottola nella chiesa rupestre di San Nicola di Myra, nota come la Cappella Sistina delle chiese rupestri dell’Italia meridionale, avviene una millenaria ierofania grazie a una finestrella circolare (gnomone).
Il santuario medievale a tre navate si trova nella contrada Casalrotto di Mottola ed è scavato nel tufo. In una parete è presente una iconostasi del santo, che ricalca modelli di arte bizantina. In questo caso, in occasione degli equinozi, quello di primavera a Marzo che segna il momento in cui il giorno inizia a superare la notte in durata, e in quello d’autunno a Settembre altro momento in cui si registra una uguale durata di giorno e notte, i raggi solari giungono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra e si verifica un fenomeno di proiezione di un cerchio luminoso sul petto della effige affrescata di San Nicola, prodotta da un raggio di luce solare che entra da un foro gnomonico, realizzato appositamente sulla parete opposta. Pro memoria per Settembre.
Alessandra Basile
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