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Sportelli: «Non c’è alcuna mia ricandidatura alla Camera di Commercio»

Luigi Sportelli

Luigi Sportelli

La partita per la presidenza della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto è aperta. Ne abbiamo parlato con Luigi Sportelli, già presidente di Confindustria e della Camera di Commercio di Taranto. Cavalier Sportelli, da alcune settimane si rincorrono voci su chi potrebbe essere il nuovo presidente della Camera di Commercio quando sarà definito l’accorpamento tra gli enti camerali di Taranto e di Brindisi. Un nome che circola con insistenza è proprio il suo. Cosa dice in proposito? Devo premettere che già nel corso del mio mandato fu avviata e conclusa da parte delle associazioni e della Camera di Commercio la procedura amministrativa per la nomina del primo consiglio camerale Brindisi/Taranto che, visto il tempo trascorso, dovrebbe ormai essere di imminente nomina. Per quanto riguarda una mia eventuale candidatura, ci tengo a fare chiarezza una volta per tutte. Ho fatto il presidente della Camera di Commercio per due mandati e nel momento in cui il mio incarico è cessato alla sua scadenza naturale ho considerato definitivamente chiusa la mia esperienza alla guida dell’ente camerale. Quei lunghi anni alla guida della Camera di Commercio hanno rappresentato per me una importante esperienza umana e professionale. In quegli anni ho contribuito alla nascita ed alla crescita di una nuova classe dirigente di grande qualità nel mondo dell’economia jonica favorita da un clima di grande coesione ed efficacia operativa. È stata una esperienza che mi ha dato enorme soddisfazione e, anzi, approfitto di questa intervista per ringraziare tutti i colleghi che hanno contribuito con grande generosità al sostegno delle varie categorie economiche nell’arco degli undici anni trascorsi alla guida dell’ente. Ma oggi esiste una sua ipotesi di candidatura? No, non c’è e non c’è mai stata una mia ricandidatura e gradirei che il mio nome non fosse più tirato in causa su questo argomento. Come spiega, allora, che il suo nome ricorre tra quelli dei papabili alla presidenza del nuovo ente che si andrà a costituire? Probabilmente perché, vista la mia ultraventennale esperienza sia nel mondo confindustriale che in quello camerale, alcuni imprenditori vengono a chiedermi consigli e io volentieri cerco di darglieli, ma in maniera del tutto disinteressata. Lo faccio nella speranza di contribuire a creare una classe dirigente nuova e allo stesso tempo matura per affrontare le sfide al passo dei tempi che il nostro territorio richiede. Come sa, ci sono diversi possibili candidati alla guida dell’ente. Cosa pensa di loro? Innanzitutto desidero affermare che conosco personalmente ognuno di loro. Tutti hanno già acquisito una significativa esperienza nel mondo camerale avendo ricoperto importanti ruoli nelle ultime due consigliature rispettivamente nella Camera di Commercio di Brindi si e nella Camera di Commercio di Taranto. Penso ad Antonio D’amore (settore commercio) già presidente di Confesercenti Brindisi e attuale Commissario della Camera di Commercio di Brindisi; Vincenzo Cesareo (settore industria) già presidente di Confindustria Taranto; Luca Lazzaro (settore agricoltura) attuale presidente regionale Confagricoltura; Emanuele Di palma (settore bancario) attuale presidente della BCC si San Marzano. Sono tutti miei amici e imprenditori di assoluto rilievo nelle rispettive categorie datoriali. Lei oggi ricopre un ruolo molto importante in seno a Confindustria, essendo il rappresentante degli interessi di Acciaierie d’Italia. Vuole spiegarci in cosa consiste esattamente questo ruolo e come valuta l’attuale difficile momento dell’azienda siderurgica? Direttore, si tratta di un incarico molto modesto. Questo compito mi è stato affidato attraverso una procura notarile che mi legittima unicamente a rappresentare Acciaierie d’Italia nelle faccende interne a Confindustria per quanto riguarda la sua appartenenza al settore metalmeccanico. Ho accettato questo incarico anche con l’obiettivo condiviso dal vertice AdI di semplificare e agevolare i complessi rapporti tra grande industria e le tante imprese dell’indotto. Nei fatti ho continuato quella missione di affiancamento alle imprese che già avevo avviato nel corso dei miei due mandati alla presidenza sia di Confindustria che della Camera di Commercio. Per quanto riguarda il particolare momento che vive AdI, ci sono oggettive difficoltà finanziarie, dovute sostanzialmente a due circostanze, cioè al mancato arrivo dei fondi già destinati dallo Stato – come ha chiarito anche ultimamente il presidente Bernabè - e all’abnorme aumento dei costi dell’energia. L’amministratore delegato Lucia Morselli ed il presidente Franco Bernabè stanno facendo tutto quanto è nel loro ruolo per consentire all’azienda di continuare a reggere questa terribile congiuntura, ma la soluzione di questa tipologia di problema non spetta al cda, è di competenza dell’assemblea e quindi deve essere affrontata e risolta dai due soci. Enzo Ferrari Direttore Responsabile
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