BISCEGLIE - La gestione del verde pubblico finisce al centro di una dura presa di posizione da parte di sei associazioni cittadine, che denunciano una situazione ritenuta allarmante. Ambiente Giustizia Lavoro, Italia Nostra, Legambiente, Libera il futuro, Life 9.41 e Pro Natura hanno diffuso un comunicato congiunto per contestare gli abbattimenti di alberi avvenuti nelle ultime settimane.
Nel documento si parla apertamente di interventi massicci, avviati a partire dal 14 aprile, che avrebbero portato all’eliminazione di numerosi esemplari in diverse zone della città, comprese aree scolastiche e principali arterie stradali. Una situazione che, secondo le associazioni, si sarebbe verificata mentre la comunità era già colpita da un grave lutto cittadino.
Le organizzazioni firmatarie riferiscono di aver presentato una richiesta formale di accesso civico per ottenere chiarimenti su dati, documenti e motivazioni alla base delle operazioni. “Abbiamo chiesto al Comune di fornire spiegazioni sugli abbattimenti”, si legge nella nota, precisando che si attendono risposte nei tempi previsti dalla legge e che non si escludono ulteriori iniziative.
Secondo le associazioni, il ricorso al taglio degli alberi dovrebbe rappresentare una soluzione estrema, da adottare solo in presenza di rischi accertati e accompagnata da interventi di sostituzione. Viene inoltre ribadito che “la tutela della sicurezza e quella dell’ambiente non sono in contrasto”, chiarendo come non vi sia una posizione pregiudiziale contro gli abbattimenti in presenza di reali criticità.
Il nodo centrale, però, riguarda le modalità di gestione del patrimonio verde. Le associazioni denunciano l’assenza di una pianificazione adeguata e ricordano come l’unico censimento risalga al 2007, quando furono registrate 229 specie per un totale di 8108 esemplari tra alberi e arbusti. Da allora, secondo quanto riportato, il numero delle piante sarebbe progressivamente diminuito, anche a causa di malattie e abbattimenti non seguiti da nuove piantumazioni.
Nel comunicato si evidenzia uno scenario giudicato preoccupante, caratterizzato da alberi malati, aiuole trascurate e spazi verdi ridotti. “Lo spettacolo dei tronchi tagliati si accompagna a una diffusa mancanza di manutenzione”, viene sottolineato, con riferimenti anche a marciapiedi difficilmente percorribili e a condizioni che inciderebbero sulla sicurezza e sulla qualità della vita.
Le associazioni richiamano inoltre i tentativi di confronto avviati negli anni, come la Consulta per l’ambiente e la proposta di un tavolo dedicato al verde, iniziative che però non avrebbero prodotto risultati concreti. Viene citata anche la questione delle risorse economiche, ritenute insufficienti, con uno stanziamento di circa 200000 euro in 2 anni, a fronte di cifre più elevate in altre realtà vicine.
Particolare attenzione è rivolta anche alle potature, che secondo le associazioni dovrebbero seguire criteri tecnici precisi per evitare danni alle piante. Interventi non adeguati, viene evidenziato, possono compromettere la salute degli alberi e aumentarne la fragilità.
Nel documento emerge una riflessione più ampia sul valore del verde urbano, definito “un patrimonio materiale, culturale e storico della città”, fondamentale per il benessere e la salute dei cittadini. Le associazioni sostengono che la gestione non possa essere affrontata in modo emergenziale, ma richieda una programmazione strutturata basata su dati aggiornati e monitoraggi costanti.
Infine, viene sollevato un interrogativo sulle responsabilità politiche e amministrative maturate negli anni. “Ci chiediamo se gli interventi in corso siano il risultato di una reale emergenza o il tentativo di rimediare a errori accumulati nel tempo”, affermano le associazioni, invitando chi governa la città a fare chiarezza e ad assumersi le proprie responsabilità.