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Il caso

Buche, cantieri e manutenzione: “Taranto a rischio sicurezza”. Foto e video

Strade dissestate sotto accusa dell'Adoc: l’associazione chiede interventi immediati e annuncia azioni legali

Strade dissestate, l’allarme di Adoc: “Taranto a rischio sicurezza”

TARANTO - Strade dissestate, cantieri senza tempi certi e una manutenzione ritenuta insufficiente. È un quadro critico quello denunciato da Adoc Taranto, l’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, che punta il dito contro le condizioni del manto stradale cittadino, definito ormai una vera emergenza per la sicurezza.

Secondo l’associazione, la presenza diffusa di buche e avvallamenti rappresenta un pericolo costante per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. A peggiorare la situazione contribuiscono interventi stradali non programmati e cantieri che si protraggono senza una pianificazione chiara, con ripercussioni evidenti sulla viabilità urbana già congestionata.

Tra i casi segnalati, quello dell’incrocio tra via Capotagliata e via Cugini, dove la presenza di una criticità è stata portata all’attenzione della Polizia Locale il 18 aprile, senza che, a distanza di giorni, siano stati effettuati interventi risolutivi.

Il presidente di Adoc Taranto, Domenico Votano, evidenzia le conseguenze concrete per i cittadini. “Le strade dissestate non sono solo un problema di decoro urbano. Ogni buca non riparata è una lesione del diritto dei cittadini a muoversi in sicurezza e si traduce in costi diretti per le famiglie”, afferma, sottolineando come i danni a sospensioni, pneumatici e altri componenti dei veicoli ricadano interamente sugli utenti. “Una tassa occulta e inaccettabile. Non ci limiteremo alle denunce pubbliche: siamo pronti ad attivare ogni strumento legale per costringere l’amministrazione ad adempiere ai propri obblighi”, aggiunge.

Di fronte a quello che viene definito un mancato riscontro da parte dell’amministrazione, l’associazione lancia una proposta provocatoria. “Adotta una buca” è l’iniziativa ispirata a esperienze analoghe già avviate in altri ambiti. “Chiunque, privato o azienda, voglia colmare una buca di propria iniziativa potrà farlo dandole anche il proprio nome. Come associazione siamo pronti ad adottarne più di una”, spiega Votano.

Sul piano delle richieste istituzionali, Adoc sollecita interventi immediati e strutturati. In particolare viene chiesta una mappatura delle strade più pericolose, la definizione di un cronoprogramma pubblico degli interventi e l’attivazione di un canale ufficiale per le segnalazioni dei cittadini, con risposte puntuali. “Non sono richieste straordinarie: sono doveri minimi di una pubblica amministrazione che funzioni”, ribadisce il presidente, che invita anche il prefetto a monitorare la situazione. “La sicurezza stradale non può essere ostaggio dell’inerzia politica”.

L’associazione richiama infine l’attenzione sui diritti dei cittadini in caso di danni. Chi subisce conseguenze a causa del dissesto stradale può chiedere il risarcimento, documentando l’accaduto con fotografie, testimonianze e verbali delle forze dell’ordine, oltre a conservare fatture e preventivi di riparazione. “La legge è dalla parte dei cittadini: l’articolo 2051 del Codice Civile e l’articolo 14 del Codice della Strada obbligano gli enti alla manutenzione”, conclude Votano.

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