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Grottaglie

Educazione finanziaria per i giovani: scuola, banca e digitale a confronto. Le foto

Iniziativa del Soroptimist Club: studenti a lezione di consapevolezza tra rischi del web, gestione del denaro e responsabilità delle scelte

GROTTAGLIE - Un confronto diretto tra scuola, istituzioni e mondo bancario per formare cittadini più consapevoli. È questo il cuore dell’iniziativa promossa dal Soroptimist Club di Grottaglie, che il 20 aprile ha riunito studenti e docenti nell’Auditorium della Sala Teatro S.M. in Campitelli per una giornata dedicata all’educazione finanziaria.

Ad aprire e chiudere i lavori è stata la presidente del club, Nicoletta Erroi, che ha ribadito il valore strategico del progetto: l’educazione economica come strumento di crescita personale e collettiva, capace di rafforzare autonomia e responsabilità nei giovani. Accanto a lei, il presidente della Bcc di San Marzano di San Giuseppe, Emanuele Di Palma, ha portato una testimonianza concreta dal mondo del credito, lanciando un messaggio chiaro agli studenti: non fermarsi alla superficialità, ma informarsi, leggere i giornali, approfondire i temi economici e finanziari per costruire una consapevolezza reale.

Nel suo intervento, Di Palma ha richiamato l’attenzione sull’uso quotidiano degli strumenti bancari – carte, app, pagamenti digitali – evidenziando come i giovani siano già immersi nel sistema finanziario, spesso senza piena cognizione dei rischi. Particolare rilievo è stato dato ai sistemi di pagamento rateale e al cosiddetto “compra ora, paga dopo”, oltre che alle truffe digitali sempre più diffuse. Il presidente ha insistito sulla necessità di comprendere ciò che si firma e di sviluppare una cultura economica solida, fondata sulla conoscenza e non sull’improvvisazione.

Di grande spessore anche gli interventi delle docenti degli istituti coinvolti, che hanno riportato il tema dell’educazione finanziaria all’interno di una dimensione educativa più ampia. Non solo gestione del denaro, ma educazione alla scelta e alla responsabilità. Pianificare un budget, distinguere tra bisogni e desideri, imparare a rimandare una gratificazione diventano strumenti per formare cittadini consapevoli, capaci di affrontare le sfide della vita.

A completare il quadro, l’intervento di Gianluigi Cavallo, data strategist e data analyst, che ha offerto una lettura attuale del rapporto tra giovani e tecnologia. Cavallo ha posto l’accento sui rischi della finanza digitale e sull’utilizzo inconsapevole del web, sottolineando come la velocità delle piattaforme e la pervasività degli strumenti digitali possano esporre a vulnerabilità significative se non accompagnate da adeguate competenze.

L’iniziativa, articolata tra relazioni e confronto con gli studenti, ha ribadito un messaggio chiave: l’educazione finanziaria è una competenza di cittadinanza, indispensabile per orientarsi in un contesto economico e tecnologico sempre più complesso. 

Giovani, sicurezza e il rischio della “bolla digitale” Famiglia, scuola e istituzioni chiamate a un’azione continua: sensibilizzare i giovani è la sfida decisiva

Dalla giornata emerge con chiarezza un elemento critico: i giovani vivono immersi in una dimensione digitale che spesso li porta a sottovalutare i rischi reali. La sicurezza, sia economica sia personale, e i messaggi educativi lanciati da scuola, istituzioni e professionisti, vengono troppo spesso percepiti come distanti o poco rilevanti.

Il richiamo alla “bolla del web”, evidenziato nell’intervento di Cavallo, assume così un significato ancora più profondo. Non si tratta solo di isolamento digitale, ma di una progressiva disattenzione verso l’approfondimento e la conoscenza. Molti ragazzi preferiscono rimanere ancorati a dinamiche di intrattenimento immediato, tra social e videogiochi, piuttosto che dedicare tempo all’informazione, alla lettura, alla comprensione dei fenomeni che incidono direttamente sulla loro vita.

Questo atteggiamento rischia di amplificare le vulnerabilità: truffe online, scelte economiche superficiali, scarsa capacità di valutare le conseguenze. È proprio in questa distanza tra messaggio educativo e percezione giovanile che si gioca una delle sfide più importanti.

Oggi la sicurezza dei giovani e la reale comprensione dei messaggi educativi risultano ancora troppo sottovalutate. In molti casi, invece di ascoltare, informarsi e approfondire, prevale la tendenza a rifugiarsi nel mondo digitale, tra videogiochi e contenuti veloci, restando chiusi nella propria bolla.

Per questo, il ruolo di famiglia, scuola e istituzioni diventa centrale. Non basta informare: è necessario insistere, accompagnare, formare in modo continuo. Solo attraverso un’azione educativa condivisa è possibile aiutare i giovani a uscire dalla superficialità e sviluppare strumenti critici adeguati.

La partita si gioca tutta qui: trasformare una generazione iperconnessa in una generazione consapevole.

Il messaggio che emerge è netto: senza un’adeguata formazione, la libertà offerta dal digitale rischia di trasformarsi in fragilità. Con gli strumenti giusti, invece, può diventare una straordinaria occasione di autonomia e crescita.

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