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Bari
01 Aprile 2026 - 11:39
BARI - Dalla sperimentazione alla concretezza industriale. NextOrbit, l’hub dedicato alla New Space Economy sviluppato dalla collaborazione tra Deloitte e Politecnico di Bari, compie un passo decisivo nel suo percorso di crescita, puntando a trasformare le tecnologie spaziali in opportunità reali per il sistema produttivo.
Il progetto entra ora in una fase strategica, orientata a favorire l’incontro tra startup innovative e imprese tradizionali, con l’obiettivo di accelerare i processi di innovazione e rendere sempre più accessibile l’utilizzo delle tecnologie legate allo spazio.
A pochi mesi dal lancio della Call4Startup e dalla selezione delle realtà coinvolte, l’hub consolida il proprio ruolo come punto di riferimento per l’innovazione nel settore della space economy, rafforzando il legame con il territorio pugliese. Il progetto rientra nel più ampio programma NextHub, sostenuto da Deloitte attraverso un contratto con la Regione Puglia, che mira a posizionare il territorio come polo di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
La fase attuale, definita di matchmaking, rappresenta il passaggio chiave. “Non si tratta più solo di incubare idee innovative, ma di creare le condizioni affinché le startup possano collaborare direttamente con le aziende, testando soluzioni e tecnologie in contesti reali”, spiega Cristiano Camponeschi, Innovation & Ventures Leader di Deloitte. Un processo che punta a costruire un collegamento concreto tra il settore spaziale e le filiere industriali tradizionali.
Le startup coinvolte stanno sviluppando soluzioni avanzate in diversi ambiti. Tra questi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati satellitari, sistemi integrati con tecnologie subacquee per il monitoraggio di infrastrutture critiche, piattaforme per l’elaborazione dei dati direttamente in orbita e strumenti basati su blockchain per la certificazione delle componenti della filiera spaziale.
Innovazioni che rappresentano un’opportunità per le imprese, chiamate a confrontarsi con tecnologie emergenti e a rafforzare la propria competitività in un contesto sempre più orientato alla digitalizzazione e all’integrazione dei sistemi.
Parallelamente, il progetto punta a rafforzare le collaborazioni con i principali attori del settore. Tra questi la Fondazione E. Amaldi, partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Consorzio Hypatia, con l’obiettivo di consolidare un ecosistema multidisciplinare capace di sostenere la crescita del comparto.
“Il nostro obiettivo è trasformare NextOrbit in un vero e proprio ponte tra la Space Economy e i settori tradizionali”, ha aggiunto Camponeschi, evidenziando come le startup selezionate abbiano già dimostrato il valore delle soluzioni sviluppate e siano ora pronte a confrontarsi con il mercato.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che punta allo sviluppo della space strategy italiana, promuovendo modelli di open innovation e collaborazione tra pubblico e privato. Un percorso che vede la Regione Puglia e Deloitte impegnate insieme nel rafforzamento delle competenze digitali e nel trasferimento tecnologico, con ricadute dirette sul tessuto economico e produttivo.
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